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Opere teatrali

Turandot

Copertina del libretto. Archivio Puccini Museum.

Dramma lirico in tre atti su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, dalla fiaba teatrale omonima di Carlo Gozzi. A causa della morte di Giacomo Puccini (1924), l’opera fu completata da Franco Alfano. Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Scala, 26 aprile 1926. Completata in seguito anche da Luciano Berio.

È Renato Simoni, nel corso di un incontro con Puccini e Giuseppe Adami a Milano nel marzo 1920, a suggerire il soggetto dell’ultima opera. Puccini ne è subito preso e inizia così un’avventura che occuperà tutto il resto della sua vita, con un continuo alternarsi di entusiasmi, scoraggiamenti, accuse ai librettisti, successivi rappacificamenti, interventi drammaturgici, poetici, scenografici e costumistici del compositore. Una tappa importante del percorso è segnata dall’incontro, a Bagni di Lucca nell’agosto 1920, tra Puccini e i librettisti che gli presentano il piano completo dell’opera (e Puccini fece loro la sorpresa di far ascoltare il carillon del barone Edoardo Fassini-Camossi, che riproduceva temi cinesi che avrebbe poi usato nell’opera). Comincia a tracciare abbozzi di lì a poco. Quando interromperà il lavoro, nella primavera del 1924, avrà completato l’orchestrazione dei primi due atti, e del terzo fino all’aria di Liù, «Tu che di gel sei cinta». Puccini, quando parte per Bruxelles, porta con sé una serie di fogli con abbozzi per il duetto finale.

Molti studiosi pensano che l’opera dovrebbe essere eseguita senza quel duetto finale completato da altri (come fece Toscanini alla prima assoluta) e ritengono che Puccini non avrebbe potuto in alcun modo trovare una soluzione per l’ultima scena, quella in cui la protagonista si trasforma in una donna innamorata dopo il bacio improvviso di Calaf.

Altre opere

Tue ‒ Thu: 09am ‒ 07pm
Fri ‒ Mon: 09am ‒ 05pm

Adults: $25
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