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Opere teatrali

Tosca

Copertina del libretto. Archivio Puccini Museum.

Melodramma in tre atti su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, dal dramma La Tosca di Victorien Sardou. Prima rappresentazione: Roma, Teatro Costanzi, 14 gennaio 1900.

Il 14 febbraio 1889 (un paio di mesi prima del debutto di Edgar), Puccini, insieme al librettista Ferdinando Fontana, assiste a Milano a una rappresentazione de La Tosca di Victorien Sardou, con Sarah Bernhardt nel ruolo della protagonista: ne rimane folgorato, tanto che, ancora insieme a Fontana, va a Torino per vederla una seconda volta (17 marzo).

Poco dopo scrive a Giulio Ricordi, scongiurandolo di acquisire da Sardou i diritti per ricavarne un libretto. Il progetto di Tosca poi si sovrappone agli altri che nel frattempo Puccini porta avanti. Ricordi, all’inizio del 1891, dà a Luigi Illica l’incarico di scrivere il libretto. Puccini poi però abbandona il progetto, forse perché ha capito che Sardou non è convinto di affidare il suo dramma a un compositore giovane, ancora non affermato. Nel frattempo si era fatto avanti Alberto Franchetti, a cui Ricordi affida con formale contratto la composizione di Tosca, su libretto di Illica, nel settembre 1894.

Ma nel maggio 1895 Franchetti rinuncia, per le difficoltà che incontra nella composizione della ‘parte lirica’. In quel momento Puccini è immerso nel completamento di Bohème, ma non si lascia sfuggire la possibilità di riappropriarsi di un progetto che lo aveva infiammato qualche anno prima. Il 9 agosto scrive: «Tosca la farò io, libretto straordinario di Illica in 3 atti, Sardou entusiasta del libretto». Di lì a poco viene affiancato a Illica Giuseppe Giacosa, evidentemente con l’intento di ‘liricizzare’ il libretto già scritto da Illica.

Il lavoro da lì in avanti procede secondo un copione consueto: Puccini fa pressione sui librettisti, particolarmente su Giacosa, per sollecitare la consegna del libretto e discute con loro, anche aspramente, per imporre soluzioni; i librettisti, soprattutto Giacosa, minacciano di abbandonare l’impresa; Ricordi fa da mediatore. Il lavoro musicale, anche nella forma di schizzi e abbozzi, non inizia fino all’autunno del 1896 e procede in modo molto frammentario, per l’attenzione che Puccini riserva al lavoro sul libretto, e per il consueto impegno di accompagnare le sue opere nei teatri italiani ed europei.

È dall’inizio del 1898 che Puccini si dedica con maggiore continuità alla composizione e all’orchestrazione. Particolarmente fruttuoso è il soggiorno, nell’estate di quell’anno, a Monsagrati, nella villa dell’amico Raffaello Mansi. E l’estate del 1899 vede Puccini, a Torre del Lago e poi a Boscolungo, freneticamente al lavoro sulla partitura e ancora su drammaturgia e poesia. L’opera viene completata nell’autunno successivo.

La prima rappresentazione ha un buon esito di pubblico. I critici invece esprimono perplessità. Di lì a poco l’opera entra in repertorio e viene rappresentata in tutti i maggiori teatri del mondo.

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