fosca geminiani a sybil seligman
28 novembre 1924
Bruxelles, venerdì ore 16
Cara Sybil,
non ho potuto rispondere alla tua cara lettera di ieri – tutto il mio tempo lo passo prendendomi cura di papà – anche questa lettera la scrivo dalla sua stanza dove sto giorno e notte.
Tonio e io non lo abbiamo lasciato solo un attimo ed è un grande conforto per me essergli vicina.
La lettera che mi hai inviato a Milano mi ha addolorato più di quanto possa dire, ma capisco perfettamente cosa ti ha indotto a scriverla. Sarei venuta a Bruxelles comunque, perché non riuscivo più a stare lontana da lui, ma è stata la lettera che mi ha fatto decidere di partire.
Non parliamo più del passato, cara – tu sei un’amica unica per noi e tutti apprezziamo il tuo affetto più di quanto riusciamo a dire. Penso a te più come una sorella che come ad un’amica, cara dolce Sybil!
Tutto sta andando per il meglio e i medici sono più che soddisfatti; il nostro caro papà è salvo! Salvo – capisci? Certamente ha sofferto molto, ma da ora in avanti questa terribile parte della cura è terminata, è deve solo sottomettersi ad una noiosa convalescenza. Non c’è più dolore fisico, e molto meno morale. I suoi nervi sono stati messi a dura prova, ma i dottori assicurano che è a causa del radio che fa il suo lavoro. La gola non è più gonfia, il radio ha distrutto il tumore. Credo che domenica o lunedì rimuoveranno gli aghi e poi questa orribile settimana sarà finita. È vero che è ridotto ad un’ombra ma i dottori assicurano che si rimetterà velocemente; è di forte costituzione, il cuore è assolutamente sano e il diabete non ha causato nessun disturbo.
Ma come è penoso, cara Sybil, vederlo con quel buco nella gola, nutrito con una sonda attraverso il naso…
Vincent Seligman continua così il racconto: La lettera di Fosca non fu mai finita. Erano le 18 quando Fosca uscì dalla stanza per un minuto per andare a cercare l’indirizzo di mia madre ….
Pubblicata in lingua inglese in Puccini among friends, di V. Seligman, London – New York, MacMillan, 1938