fosca geminiani ad albina franceschini del panta

27 novembre 1924                    

Bruxelles, 27 novembre 1924

Cara Albina,

saprai che io sono qui vicina a papà e a Tonio: ho scritto lungamente alla Nelda pregandola di comunicarti tutto. Ora scrivo a te pregando di comunicare a Nelda, Nina e tutti voi cari, perché io non posso arrivare a scrivere quanto vorrei essendo occupatissima con Tonio vicino a papà. Albina mia, cosa abbiamo passato! Abbiamo veramente creduto di impazzire. Povero papà! Com’è stato buono, coraggioso remissivo. Quanto deve aver sofferto! Tre ore e mezzo d’operazione: operazione difficile, nuovissima. Che dottori, Albina! Possiamo dire di averlo salvo e il Signore ha ascoltato le nostre preghiere.

Tonio e io viviamo qui in clinica Avenue de la Couronne1, e non lo lasciamo mai né notte né giorno. Ci diamo il cambio. Le notizie sono dunque buone; papà lentamente si avvia alla convalescenza. Non ci vuole fretta… calma e pazienza ma è salvo.

Perdona, Albina cara, se ti scrivo un po’ sconclusionata. Sono stanca, mi devo alzare ogni minuto per gente che viene per notizie.

Scrivimi, pensa a noi e prega. Saluta tanto aff.te Lelio. Ti abbraccio con papà e Tonio

tua Fosca.

Pubblicata in Puccini com’era, a cura di A. Marchetti, Milano, Curci, 1973

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