carlo clausetti a giuseppe adami

28 novembre 1924                                         

                                                                                   Bruxelles, 28 novembre 1924

Caro Adami,

vi scrivo anche a nome di Fosca e Tonio. Riassumo tutte le notizie in queste parole: le cose vanno come meglio nessuno avrebbe sperato. Oramai i medici dicono senza alcuna esitazione che Puccini si salverà certamente.

Comprenderete che nessun medico oserebbe pronunziarsi in questo modo, se non avesse l’assoluta sicurezza di non sbagliarsi. Il dr Ledoux, poi, non è persona proclive all’ottimismo, è anzi rigido e riservato per natura. Nei giorni precedenti l’operazione, interpellato dalla Direzione della Monnaie, aveva dato delle notizie piuttosto preoccupanti; ieri, invece, spontaneamente annunziò a quei signori:

Puccini en sortirà.

Nessuna complicazione è avvenuta in questi quattro giorni seguenti l’operazione; non vi è dunque più a temere che nascano. Il cuore è in perfetto ordine, polmoni e bronchi funzionano regolarissimamente. Ora tutto il compito è affidato al radio, che sarà il miracoloso salvatore. Giacché proprio di vero e autentico miracolo della scienza deve parlarsi, e, senza i valorosi medici di Bruxelles, il nostro povero e grande amico non avrebbe avuto speranza di guarigione.

Mentre scrivo, egli riposa serenamente. A volte è un po’ nervoso e irrequieto, ma ciò fa quasi piacere, perché dimostra il ritorno della sua vitalità.

Bisogna ora avere un po’ di calma e di pazienza, perché indubbiamente la cura e la convalescenza saranno molto lunghe – ma tutti siamo felici di aspettare, ora che la guarigione è assicurata.

Domenica il dr Ledoux toglierà gli aghi, e così la prima – e più dura – fase della cura sarà terminata.

Io rimarrò qui sino a lunedì o martedì al massimo, poi andrò direttamente a Londra dove mi fermerò un po’ di giorni.  Al ritorno, fermandomi a Parigi, farò ancora una capatina a Bruxelles e certo avrò la gioia di trovare Puccini in convalescenza inoltrata.

Stimo superfluo di dirvi che egli è ben al corrente dell’interessamento affettuoso che avete preso alle sue dolorose vicende e ve ne è gratissimo.

Vogliate ricordarmi caramente alla vostra signora e gradire un abbraccio dal vostro aff

Carlo Clausetti

Pubblicata in Giacomo Puccini. Epistolario, a cura di G. Adami, Milano, Mondadori, 1928 e in Carteggi pucciniani, a cura di E. Gara, Milano, Ricordi, 1958

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