
TURANDOT
O divina bellezza! O sogno! O meraviglia!
Nella ricorrenza dei 100 anni dalla prima rappresentazione di Turandot di Giacomo Puccini, il Puccini Museum – Casa natale arricchisce il percorso museale dedicando all’opera alcune sale del museo.
É noto che alla morte di Giacomo Puccini, avvenuta il 29 novembre 1924, l’opera che stava componendo, Turandot, rimase incompiuta. L’incarico di musicare la parte finale dell’opera venne affidato a Franco Alfano e il debutto, già fissato per l’aprile 1925, venne posticipato di un anno. Turandot andò in scena al Teatro alla Scala di Milano il 25 aprile 1926.
L’allestimento delle sale è ripartito in due sezioni narrative: la prima sezione racconta la prima rappresentazione assoluta di Milano. La narrazione avviene attraverso le immagini d’epoca dell’allestimento, le foto di scena degli intrepreti, le cronache della serata, affinché il visitatore ‘partecipi’ in prima persona alla prima della Scala di 100 anni fa.
Protagonisti assoluti di questa prima parte sono senza dubbio i due raffinati costumi di Turandot, del I e II atto, utilizzati per la prima rappresentazione e ritrovati soltanto alcuni anni fa.
Sottoposti ad un accurato restauro conservativo nei laboratori del Museo del Tessuto di Prato che li ha acquisiti, i costumi sono stati esposti al pubblico soltanto in occasione della mostra Turandot e l’oriente fantastico di Chini, Puccini e Caramba, al Museo del Tessuto, nel 2021.
Il costume del I atto è realizzato in pizzo meccanico in rayon e argento filato con stampa a pochoir e applicazione di gallone in filato metallico con macchina Cornely. Pendenti in cordoncino di cotone con nappe e cristalli. Fodera in tela di cotone.
Il costume del II atto è invece realizzato in tessuto operato lamé; seta, filato metallico dorato.
La peculiarità dei preziosi c
ostumi è data anche dalla presenza degli accessori – gioielli, copricapo e parrucca – di fine manifattura, realizzati dalle ditte Biffi e Corbella di Milano.
Completano la prima sezione due bozzetti originali di Galileo Chini, impreziositi da originali cornici di gusto liberty, che illustrano scene del II atto e del III atto in sgargianti colori, a raffronto con le foto d’epoca in bianco e nero.
Puccini stesso aveva scelto Galileo Chini per la realizzazione degli scenari e Umberto Brunelleschi, per la creazione dei figurini dei costumi a cui è dedicata la seconda parte dell’esposizione.
I figurini di Brunelleschi non vennero utilizzati per la realizzazione dei costumi nella prima rappresentazione – creati invece da Luigi Sapelli, pseudonimo di Caramba, capo degli allestimenti della Scala – ma per le successive ‘prime’ in Italia e nel resto del mondo nel corso del 1926 e negli anni immediatamente successivi.
Uno dei pezzi iconici del museo è il costume creato dal figurino di Umberto Brunelleschi, realizzato per la prima rappresentazione a New York, il 16 novembre 1926.
L’abito è stato lasciato in eredità al museo da Maria Jeritza, protagonista di quella produzione, quale ultimo omaggio al compositore.
Il costume è composto da due pezzi, tunica e manto. Il manto è realizzato in velluto tagliato unito di seta nero è foderato con un rasatello di colore rosso; Ha coda a strascico e maniche ampie lunghe fino a terra, dall’orlo imbottito. Lo strascico è ricamato con filato metallico, paillettes in gelatina e in metallo, vetro o cristallo. La tunica è realizzata in tessuto in lamé dorato con ricamo in velluto, seta policroma, paillettes, perline.
Il progetto di allestimento è caratterizzato dall’alternanza tra grandi immagini digitali – riproduzioni di originali esposti e di documenti conservati presso l’Archivio Sorico Ricordi di Milano e il Photostudio Setzer-Tschiedel di Vienna – e documenti originali, utilizzati anche come fonte di ispirazione per l’allestimento della mostra.
I disegni di Galileo Chini e Umberto Brunelleschi e i temi grafici di gusto cinese dello spartito a stampa pubblicato da Casa Ricordi diventano così soggetti privilegiati per la creazione del progetto grafico della mostra.
L’unicità di questa esposizione è senza dubbio la possibilità di ammirare e mettere a confronto – per la prima volta – i tre costumi storici, preziosi pezzi unici, frutto di due artisti geniali ed eclettici.
La mostra si svolgerà all’interno del Puccini Museum – Casa natale dal 24 aprile al 1° novembre 2026 con la partnership del Museo del Tessuto di Prato.





























